È urgente che il sistema IVA dell'UE tenga il passo con gli sviluppi di mercato

Il CESE accoglie con favore le proposte della Commissione europea sul piano d'azione in materia di IVA, poiché sono pensate a vantaggio del consumatore finale, ma chiede che siano apportate alcune modifiche. Il Comitato raccomanda agli Stati membri di compiere ogni sforzo possibile per attuare le riforme proposte e passare al sistema definitivo dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) entro un arco di tempo ragionevole.

Secondo il CESE, l'attuale sistema IVA dell'UE deve essere adattato ai nuovi sviluppi di mercato, ai nuovi modelli commerciali e alle nuove tecnologie, per garantire il corretto funzionamento del mercato unico, semplificare le norme sull'IVA e prevenire le frodi fiscali.

Per ridurre il mancato gettito dell'IVA, gli Stati membri dovrebbero creare sedi appropriate per scambiare buone pratiche sulla riscossione delle entrate e studiare come utilizzare meglio la tecnologia digitale allo scopo di combattere le frodi in materia di IVA, semplificare gli oneri amministrativi per le autorità fiscali e le aziende, nonché facilitare il loro accesso alle informazioni. Un'attenzione particolare andrebbe prestata allo sviluppo di un sistema per una riscossione efficiente delle imposte nelle situazioni di commercio transfrontaliero.

Il CESE invita tutte le istituzioni coinvolte nel processo di riforma a esaminare in che modo sia possibile introdurre un sistema IVA comune per i beni e i servizi. Il Comitato appoggia le proposte della Commissione sulle aliquote IVA ridotte e ne raccomanda l'applicazione a talune categorie di beni e servizi, in particolare quelli di interesse generale. La creazione di un "elenco negativo" dei prodotti e servizi a cui verrebbe applicata l'aliquota IVA normale non dovrebbe indebitamente pregiudicare la libertà degli Stati membri di stabilire aliquote ridotte per determinati prodotti di interesse generale.

Infine, secondo il CESE le soglie per il nuovo regime IVA per le piccole imprese dovrebbero essere fissate a un livello che ne assicuri l'applicabilità a tutte le PMI, e le relative regole dovrebbero valere anche per le imprese dell'economia sociale.

Per maggiori informazioni si rimanda al primo e al secondo parere del CESE in materia.  (jk)