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Gli elettori ci hanno dato cinque anni per costruire l'Europa del domani, non sprechiamo questa chance

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I risultati finali delle elezioni europee di ieri stanno arrivando ad uno ad uno lasciando spazio alla definizione di scenari politici per la prossima legislatura.

La tanto anticipata svolta dei sovranisti non c'è stata. Certo hanno avuto successo in Ungheria, Regno Unito, Italia e anche un po' in Francia, ma non sfondano. Anzi, ironicamente il leader dei conservatori britannici.  che dovrà negoziare l'uscita del paese dall'Unione europea, fa parte ormai di un partito minore, la quinta forza del parlamento inglese.

I verdi sono la vera rivelazione, anche se più che annunciata. Guadagano 17 seggi, passando da 50 dell'attuale parlamento a 67 per la prossima legilsatura 2019-2014. Molti giovani hanno votato verde soprattutto in Germania dove gli scioperi per il clima iniziati da Greta Thunberg hanno avuto un chiaro impatto rimettendo al centro della campagna elettorale le crisi climatica.

L'ondata verde però non è riuscita a varcare le Alpi. In Italia e in molti paesi del sud e est Europa continua il deserto 'green'. In Italia, non riescono neanche a varcare la soglia del 4%.

Grande vittoria anche per i liberali. Diventano una forza determinante, soprattutto grazie ai deputati francesi di La République en Marche.

Contengono le perdite i partiti di centro-destra e centro-sinistra, il PPE e S&D, ma i secondi si salvano grazie agli iberici e all'entusiasmo trascinante in Olanda per Frans Timmermans.

Una gran confusione sotto il cieli europei? Nientaffatto. È l'Europa della diversità che ha vinto. Per la prima volta dal 1979, data delle prime elezioni europee, è finito il duopolio dei popolarie e dei socialisti. Adesso toccherà negoziare una coalizione, con almeno tre o forse quattro forze politiche.

Ma insieme potrebbero davvero costruire un programma win-win per il futur dell'Europa. Il Parlamento potrebbe avere un ruolo centrale nel predisporre un quadro di proposte e di leadership. Vedremo nei prossimi giorni. Ci sono uomini e donne giusti che possono riuscirci.

Bisogna avere fiducia. Questa potrebbe essere la volta buona di una grande leadership europea per la #rEUnaissance e per una forte Agenda per lo sviluppo sostenibile.

Certo si può anche fallire. Ma io penso che il livello del dibattito pubblico in tutte le capitali è la imponente crescita dell'affluenza alle urne di oltre il 50% , mai visto in piu di ventanni, siano segnali che nessuno può ignorare. Altrimenti la prossima volta sarà veramente difficile contenere l'ondata sovranista. Allora non sprechiamo questa nuova chance. Utilizziamola fino al fondo con l'entusiasmo dei nostril padre fondatori.

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